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Comunicazioni

ORIO DA 10 ANNI CAPITALE DELLA VIA FRANCIGENA

Dieci anni di accoglienza dei pellegrini della Via Francigena sono annotati sul registro del comitato di volontari di Orio Litta, una miniera di pensieri e firme, disegnino e ringraziamenti.

Oltre mille e duecento nomi e cognomi di gente proveniente da ogni parte del mondo e tutti con una sola meta nel cuore: Roma. Il Comitato Accoglienza Pellegrini della Via Francigena di Orio Litta aveva cominciato a tenere unregistro d’onore il 12 novembre 1999.

<< Lo abbiamo fatto su suggerimento dell’allora parroco don Gianfranco Pizzamiglio, ricorda Pierluigi Cappelletti, fondatore e presidente dell’associazione oltre che attuale sindaco, ed avevano collaborato Abele Vadacca e Francesco Chiodi. Oggi i libri d’onore sono due e contengono pensieri ed impressioni di così tante persone che possiamo dire di avere un documento esclusivo e pregnante come pochi sul pellegrinaggio romeo.>>  Chi fu il primo romeo a firmare il libro?   << Un parmense, che quel giorno scrisse: “Alle ore 16.30 è arrivato il pellegrino Minelli Alberto che partito da Canterbury spera di arrivare a Roma.” Aggiungendo poi: “Sono emozionato per l’onore di aver inaugurato il registro”. In effetti, continua il sindaco di Orio,  i pellegrini non si limitano ad apporre la firma, ma molti aprono il loro cuore spiegando il perchè del cammino ed illustrando difficoltà incontrate e gioie provate, tappe difficili e sensazioni avute.>>

Sfogliamo il primo dei due registri, quello che riporta gli arrivi fino al 2 luglio 2008. Vediamo che il 21 novembre 1999, mentre a Orio nevicava, si fermarono il milanese Vallin Zenit “di bianco rivestito”,  con Filippo Giunta, Fabrizio Pinto e Paolo Sacchi che scrisse: “Il calore della comunità non ci permette di avere freddo”. << Gli oriesi sono molto sensibili verso i pellegrini, vanno elogiati. Come ad esempio la signora Piera, che ha tenuto in ordine l’ostello per anni, e la signora Gabriella, che si è attivata anche nelle rappresentazioni storiche insieme alla Pro loco. Per me che fin dal 1996 mi sono occupato dei pellegrini è molto emozionante sfogliare il primo grosso registro, aggiunge Cappelletti, perché rivedo ad uno ad uno tutti i volti dei firmatari, con alcuni dei quali intrattengo ancor oggi rapporti epistolari.>>

Qual è stato l’incontro che più è rimasto nel cuore? << Tanti davvero, ma amo ricordare quello con gli svizzeri guidati dall’Abate Joseph Roduit, che celebrò una messa in piazza a Orio. Ma anche gli incontri con chi bussa inaspettato alla porta  sono comunque significativi. Nel novembre del 2006 ho accolto un astrologo cileno, Juan Pablo Belmon, partito in bici  dall’Austria. Visto che era senza caschetto, da buon ciclista gliene ho messo in testa uno dei miei.>>

E’ da anni normale per la gente di Orio accompagnare a casa di Cappelletti sconosciuti che camminano zaino in spalla e bastone in mano. << In agosto mi ha portato qui dei pellegrini in cerca di un tetto anche Renato Forni, l’oste di Corte S. Andrea. Molti risalgono dalla bassura e si fermano alla nostra chiesa, poi è il parroco don Renato che li accompagna da me.>> 

Ci sono stati arrivi da Paesi molto lontani? << Addirittura dalla Nuova Zelanda, dal Brasile e dalle Isole Reunion.>> E qualche tipo originale? << Un veterinario israeliano che dopo Piacenza non fu più ospitato perchè nessuno voleva in casa il suo pastore belga.>>  Chi hai ospitato per ultimo? << Joshua, un inglese di 18 anni lo scorso 7 novembre. Abbiamo anche scattato una foto da Giò, in pizzeria.>> 

Si può ritenere ormai ben avviata la Via Francigena? << Credo di si. Il flusso estivo è continuo, capita che arrivino pellegrini diversi nello stesso giorno, cosa mai accaduta prima. Bisogna però sempre monitorare il percorso, tenerlo segnalato e pulito, perché chi cammina o pedala fa fatica. Poi sono importanti i contatti fra noi che ci facciamo carico dell’accoglienza, conclude il sindaco Cappelletti. Io collaboro da un decennio con don Antonio Pedrazzini parroco di Santa Cristina e con Danilo Parisi, appassionato “Caronte” di Soprarivo di Calendasco, che dal fin dall’inizio trasborda i romei al guado di Corte S. Andrea sul Po, dove l’oste Renato Forni è sempre a disposizione dei viandanti con consigli e cibo.>>

Mille e duecento pellegrini accolti a Orio sono un bel biglietto da visita per la Via Francigena, ma qualche centinaio sono quelli solo transitati e quindi non registrati. Possiamo dire che dopo dieci anni la Via Francigena è una realtà importante nel panorama turistico del Lodigiano, e questo grazie al Comitato di accoglienza ed alla gente di Orio Litta.<< Indubbiamente, afferma l’hospitalero – sindaco, il merito è di quegli oriesi semplici dal cuore aperto, che non hanno mai chiesto null’altro che la possibilità di ospitare ed accogliere persone, facendo del nostro paese un vero centro del pellegrinaggio a costo zero, conosciuto in tutta Europa.>>

E la parte folcloristico – turistica? << Fino al 2002 ho personalmente seguito e sostenuto sia i convegni che le sfilate storiche. Ricordo quelli dell’Anno Santo e del 2002. Ma poi parlando con chi arrivava stanco senza riferimenti,  ho capito che non era quello il modo per lanciare la Via Francigena, perché si spendevano risorse per manifestazioni che ai pellegrini non servivano, non importavano nulla. Non c’erano segnalazioni sul percorso e non c’erano ostelli degni di questo nome neppure a Orio. Ricordo che portavo i romei in palestra, a volte anche uno solo, accolto in una sala enorme e fredda mentre era in corso la partita di pallavolo. Nel giugno del 2007 finalmente l’amministrazione comunale oriese di allora aperse la grangia anche ai pellegrini e per loro cominciò tutta un’altra storia. Anche perché il governo Prodi nel frattempo sostenne con forza la Via Francigena tracciando tutta la nuova, attuale segnaletica. Da allora, conclude Cappelletti, la medioevale strada del pellegrinaggio romeo cresce di anno in anno e ci chiama ad essere pronti e disponibili, cittadini del mondo nel nome dell’incontro con gli altri. Credo che in questo noi oriesi possiamo dire di aver fatto centro.>>

Grazie alla Francigena e a chi ci ha creduto.

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