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PICCOLI COMUNI GRANDI RISULTATI

A Drizzona, comune cremonese di 500 abitanti, si è svolto sabato 19 giugno 2010 la Prima Assemblea regionale dei Piccoli Comuni Lombardi. Fra i Lodigiani erano presenti: Brembio, Boffalora d’Adda, Corno Giovine, Corte Palasio, Secugnago, Senna e Orio Litta. In Lombardia i Piccoli Comuni con meno di 5000 abitanti sono 1093, cioè il 71% del totale e vi abitano 2 milioni e 145 mila cittadini, il 22% del totale regionale; le unioni sono 53 e le compongono 191 comuni.

A Drizzona i rappresentanti hanno rimarcato come ogni piccolo comune deve far fronte ad adempimenti assimilabili a quelli di una grande città, e ciò finisce per rallentare l’attività amministrativa, se non a paralizzarla, assorbendo larga parte delle energie dei (pochi) dipendenti. Si chiede quindi di accelerare i processi di semplificazione nel rispetto del principio di sussidiarietà, per definire con precisione la normativa in modo che i livelli decisionali e di responsabilità siano ben definiti, salvaguardando le competenze ed alleggerendo i piccoli comuni da eccessivi adempimenti burocratici. Insieme alle funzioni devono essere definite le risorse per poterle svolgere: l’esempio dell’uso dei nitrati in agricoltura, con i comuni chiamati a controllare la filiera senza disporre di alcun mezzo tecnico né economico, è indicativo di un indirizzo assurdo. L’ultima manovra economica poi impedisce di disporre di competenze esterne: per questo si chiede alla Regione di individuare negli uffici dell’agricoltura delle Province supporti tecnici. C’è quindi  la necessità di un federalismo fiscale effettivo che faccia arrivare ai comuni risorse adeguate. Si chiede adeguatezza dei livelli di governo, perché un piccolo comune non può erogare gli stessi servizi di una grande città, molti servizi devono essere gestiti in modo associato, un cambiamento in cui i piccoli comuni già si sono mossi da tempo ma che vogliono governare direttamente e non subirlo da Roma.

Costi della politica. E’ un serio problema di democrazia. Molti sindaci tagliano l’erba e spalano la neve come volontari. Poi ci sono gli impegni continui, la reperibilità senza sosta con un’indennità che a malapena copre le spese sostenute. A fronte dio ciò, vengono ridotte le risorse, mentre fra i cittadini è opinione diffusa che i costi della politica siano uguali a ogni livello. In realtà i compensi per gli amministratori dei piccoli comuni sono irrisori rispetto all’impegno prestato. Conseguenza: saranno sempre meno i cittadini impegnati nell’amministrazione, a fronte di una profonda frustrazione data dalla mancanza di risorse per portare a termine i progetti per la comunità.

La “carta delle autonomie dei piccoli comuni” che si sta preparando servirà a dare pari dignità ai piccoli comuni ed ai loro abitanti.

Il Presidente di ANCI Lombardia Attilio Fontana ha introdotto con questi numeri la riunione: << Sulla manovra di 16 miliardi di euro, ben 14,5 miliardi sono a carico dei piccoli comuni (!), mentre a carico dei ministeri di Roma è solo lo 0,72 % del totale. La manovra ci sta uccidendo! L’iniquità è intollerabile, per questo andremo a Roma il 22 e 23 giugno per far sentire la nostra voce onesta e virtuosa.>>
Ma già dai numeri si nota come e quanto sia quasi punitiva per i piccoli comuni la scelta governativa. L’assemblea ha il merito di far sentire fortemente la voce dei piccoli comuni “per tenere alto il valore della democrazia” , come ha chiosato Fontana.

Molto chiaro e concreto l’intervento di Ivana Cavazzini, sindaco di Drizzona e Presidente del Dipartimento Piccoli Comuni e Gestioni Associate di ANCI Lombardia. << Abbiamo riduzioni delle entrate con maggiori competenze a carico e maggiori responsabilità. Noi presidiamo il territorio, diamo coesione sociale, rappresentiamo per i cittadini lo Stato e vogliamo più servizi: non si può riformare il sistema a costo zero. La nostra Costituzione è già federalista nei fatti. Chiediamo pari dignità, adeguatezza, semplificazione e razionalizzazione, autonomia.>>
Dimitri Tasso, Coordinatore Nazionale ANCI. << Vogliamo riavere il catasto, poter dare i passaporti e il permesso di soggiorno per controllare il nostro territorio, semplificare le procedure a favore dei cittadini.>>
La semplificazione e lo snellimento burocratico sono stati punti molto dibattuti.  Richiamando le finalità della Carta Costituzionale e gli articoli 114, 117,118, si chiede di superare il blocco indistinto dei tagli e prevedere criteri di merito.

Interventi. Licia Viganò (Orsenigo, Brianza) << Abbiamo norme mostruose e astruse, hanno allungato a 105 giorni i tempi per le VAS, le aziende fremono, chiedono tempi rapidi.>> Giuseppe Sozzi (Brembio).
<< Vogliamo meno carte da Roma, vogliamo governare noi il territorio ed il processo dell’associazionismo.>> On. Pizzetti (PD) <<Il tema è la riduzione dei costi e questa manovra non è che un antipasto della finanziaria che arriverà in autunno. Se non la modifichiamo ora a favore di una maggior equità e nel rispetto della virtuosità, allora non ce ne sarà più il tempo e sarà finita.>> 


(in allegato: versione stampabile in formato pdf)

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